Responsabilità in solido del committente: rischi di pagare centinaia di migliaia di euro quando scegli male il fornitore

Responsabilità in solido del committente: rischi di pagare centinaia di migliaia di euro quando scegli male il fornitore

N.B. Leggendo questo articolo fino alla fine vedremo con casi reali concreti, quali sono le cause della responsabilità in solido del committente, perchè ci si arriva e le sanzioni che tocca pagare quando succede.

Ma soprattutto ti dirò come puoi difenderti da questo pericolo.

Per aiutarti a comprendere meglio lo stato dei fatti, ho raccolto in modo chiaro articoli di legge, sentenze e documenti INPS.

Tranquillo, tutti “pre-digeriti” e portati nella realtà perchè so che non hai il tempo di diventare un “consulente del lavoro” esperto in appalti (e nemmeno loro a volte ci capiscono granchè).

Vedrai con i tuoi occhi cosa rischi (tanto) quando appalti ad una cooperativa che non è all’altezza o appalti su dei presupposti sbagliati.

A volte ti porti in casa il rischio della responsabilità in solido del committente senza colpa tua, ma perchè nessuno (consulenti compresi) ti ha aiutato ad evitarla.

Hai un Problema sull'Appalto?

Possiamo Aiutarti Subito!

Dr. Luca Giarola, creatore AppaltoSicuro- autore del libro 2019 Odissea nella Logistica

  • Vuoi Rendere il tuo Appalto SICURO e REGOLARE?
  • Hai un problema URGENTE  che NON ti fa stare sereno?
  • Vuoi sapere se la tua cooperativa ti farà correre rischi?

Dicono di noi:

"Ti confesso che sono da vent'anni nel settore della logistica e poche volte ho incontrato persone così innamorate, competenti e dirette. A memoria  nessun fornitore mi ha messo di fronte ad evidenze e strumenti simili" IngE. Nicoletti - Dir. Logistico

"Raramente ho trovato (e con il mio lavoro ne ho incontrate tante) persone competenti ed appassionate del proprio ruolo come Lei" Avv. M.Bachini - Giuslaburista


So che sei hai appaltato, è per toglierti costi e rotture di coglioni gestionali, oltre ad avere del personale flessibile in base alle tue esigenze. 

E questo è perfetto. E’ proprio il senso dell’appalto.

Se invece l’hai fatto per avere “dei dipendenti sotto cooperativa che costano meno” , allora occorre che ci guardiamo un attimo.

Parto dando subito una definizione “pane e salame” della responsabilità in solido del committente:

Responsabilità = ti tocca pagare

In solido = ti tocca pagare per delle minchiate che ha fatto la cooperativa che pagavi. 

Le hanno fatte loro, ma paghi tu.

Perchè lo Stato presume che la colpa sia anche tua, sia nell’aver scelto della gente non all’altezza, sia non aver verificato e avuto cura di seguire cosa questi scalmanati stavano combinando.

O presume che la cooperativa sia stata costretta a saltare per colpa di tariffe “strozzine” a cui è stata costretta a sottostare.

Del committente= mi spiace, sei tu (la tua azienda)

Nel video qui sotto vediamo quali sono esattamente le sanzioni a cui si va incontro quando c’è responsabilità in solido del committente e come evitarle.

Non saltare il video, perchè ti mostra quali sono le sanzioni a cui vai incontro!

 

Conosci qual è il contenuto dell’articolo 29 del decreto legislativo 276/2003?

Se la risposta è no, ti spiego velocemente di che cosa si tratta e perché per te è dannatamente importante sapere queste cose.

Perchè le inadempienze dell’appaltatore sono anche un tuo problema

Per vederlo, prendiamo un caso reale capitato ad una azienda. Dove qualcuno ha dovuto tirar fuori il portafoglio. 

Il Tribunale di Padova, con l’ordinanza n. 1310 del 19 marzo 2015, ha respinto il ricorso di un’azienda che chiedeva il sequestro conservativo dei beni di una cooperativa per una cifra pari a 520.000 euro.

· L’azienda aveva affidato alla cooperativa un appalto per servizi di stoccaggio e preparazione di prodotti secchi in due magazzini (uno a Mestrino e uno a Udine).

· In seguito al riscontro di varie irregolarità da parte della cooperativa l’INPS ha emesso due verbali di accertamento per il mancato versamento di contributi previdenziali e premi assicurativi.

· L’importo richiesto dall’INPS è di poco inferiore ai 520.000 euro, la cifra per la quale l’azienda aveva chiesto il sequestro conservativo dei beni.

· L’azienda, che ha ammesso l’esistenza della responsabilità solidale, afferma che a causa della situazione in cui si trova la cooperativa (che è in uno stato di inattività) senza un sequestro preventivo dei suoi beni non sarebbe stata in grado di pagare quanto richiesto dall’INPS.

Dal momento che il ricorso è stato respinto le conseguenze le puoi facilmente immaginare. 

Quei quasi 520.000 euro frutto di irregolarità commesse da altri li pagherà l’azienda.

Le sentenze come queste non sono rare.

Sentenze di questo tipo, che anche tu puoi facilmente trovare grazie ad internet, sono numerosissime.

Tutte descrivono situazioni che hanno due elementi in comune:

· Richieste effettuate dai vari enti ispettivi ai danni delle aziende per cifre molto elevate

· Aziende che si ritrovano costrette a pagare per irregolarità, omissioni e illeciti commessi dalla cooperativa in appalto

Questo sulla base del principio della responsabilità in solido del committente

Ma di preciso che cos’è la responsabilità in solido del committente?

 

Cosa dice la legge… 

· l’articolo 1976 del codice civile (risalente al 1942 e mai abrogato) stabilisce che i dipendenti dell’appaltatore non pagati possono agire direttamente contro il committente per ottenere il dovuto

· l’articolo 29 del decreto legislativo 276/2003 stabilisce che in caso di appalto di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore con tutti i subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti

 

Nello specifico, la responsabilità solidale del committente si applica a:

· i trattamenti retributivi (compreso il TFR)

· i contributi previdenziali

· i premi assicurativi

· le somme dovute a titolo di interessi di mora sul debito contributivo

Inoltre per te è importantissimo sapere che, in quanto committente, rispondi in solido sia con l’appaltatore sia con gli eventuali subappaltatori, e questo anche nel caso tu non abbia mai avuto rapporti diretti con loro.

Perchè pagare per le cazzate che fanno altri,che tu hai peraltro pagato regolarmente?

Nel corso degli anni per il mio lavoro ne ho visto di appalti che prendevano brutte pieghe. Non è raro. Magari “covano” i problemi per anni, ma più lenti sono ad esplodere, peggio è come avrai visto nel video di prima sulle sanzioni (se non lo hai ancora visto, corri subito!).

O perchè la cooperativa non era seria o “sul pezzo”. O perchè l’azienda voleva strozzarla con tariffe troppo basse (e la cooperativa era così “besuga” da accettarle). O perchè dopo qualche anno di buon lavoro, la cooperativa cambiava gestione e diventava “creativa” nella sua gestione.

E quando tentavo di avvisare qualche responsabile d’azienda, mi sono trovato a sentire anche alcune risposte di questo tipo:

 “non ci è mai successo niente, poi alla fine sono brava gente”

 “ma non siamo tenuti a sapere cosa fa la cooperativa, sono affari loro” 

“li paghiamo in regola, quindi noi siamo apposto…” 

“se ne occupa il nostro consulente, fa lui la verifica della cooperativa ogni mese”

“eh ma in Italia alla fine non succede mai niente” 

“se facciamo tutto in regola non lavoriamo più” 

“ci conviene rischiare la sanzione in caso di controllo (che bene o male ci faranno ogni 3 anni) che pagare la giusta tariffa alla cooperativa! Sa quanti soldi risparmiamo così?  Stappiamo lo champagne ogni anno con questo risparmio!” 

Non funziona così. Dopo qualche tempo, puntuale, succedeva il patatrac e tac, l’azienda cascava responsabilità in solido del committente.

Giusto per dirti che risultato ha portato uno di questi ragionamenti , fatto da un responsabile acquisti anche bravo su altri aspetti:

  • L’ appalto a seguito di un normale controllo ispettivo è saltato perchè giudicato irregolare
  • Le sanzioni comminate all’azienda sono state MOLTO PIU’ ALTE di quelle che si aspettavano (e sui loro bilanci ha portato perdita, altro che “champagne”)
  • Caos organizzativo (lavorare con scioperi e gente che urla che vuole il suo stipendio fuori dai cancelli è un problema)
  • Danno di immagine per l’azienda colossale (è finita sul giornale provinciale, immagina con i suoi clienti)
  • Continuità aziendale bloccata per molti giorni con conseguente perdita di clienti top. I camion aspettavano velenosi in piazzale che qualcuno si degnasse di caricarli. Invano.
  • Obbligo di assunzione del personale esterno. Con tutti gli adempimenti arretrati…
  • Licenziamento del responsabile acquisti

E tanto altro che ti risparmio.

Negli anni ho avuto modo di constatare che sono parecchie le cooperative che non rispettano quello che viene previsto dalla legge in ambito fiscale e contributivo.

Lo Stato i soldi che gli aspettano li vuole tutti, e buoni. E con gli arretrati.

E lo stesso la gente che lavora. 

Anche se il personale era “sotto cooperativa”, se questa salta gli stipendi che mancano (e i relativi contributi) li paghi tu.

La legge dice che tu non puoi non sapere. 

Ecco un caso molto forte. Oltre al massacro che hai visto prima , questa azienda committente è finita in amministrazione giudiziaria. 

Il tribunale ha deciso di procedere anche contro il committente poichè vi erano sufficienti indizi per ritenere che il libero esercizio dell’attività d’impresa abbia agevolato colposamente il reato (in questo caso l’intermediazione illecita e lo sfruttamento di manodopera).

Quando un cliente  mi chiede un parere o una consulenza, consiglio sempre di prestare la massima attenzione e di non fidarsi mai sulla parola. 

La responsabilità in solido del committente viene applicata dai tribunali molto più spesso di quello che si potrebbe pensare.

Una conferma di quanto sia frequente per gli imprenditori ritrovarsi loro malgrado alle prese con la responsabilità solidale la puoi trovare leggendo il documento “Esempi pratici per facilitare la verifica della regolarità dell’appaltatore: casi concreti di irregolarità riscontrate negli ultimi 5 anni a Piacenza”.

Leggi cosa scrive l’INPS

Questo documento è stato scritto da un ispettore dell’INPS, e al suo interno dice:

“[…] tante cooperative provenienti da altre regioni, spesso costituite ad hoc per vincere un appalto e subentrare a chi c’era prima, presentano tassi di irregolarità vicini al 100% e sono spesso causa di cattive sorprese per i committenti, i quali credevano forse di aver fatto un affare ma a volte hanno ricevuto verbali ispettivi con addebiti consistenti in qualità di obbligati solidali, dopo aver pagato tutte le fatture dovute per il servizio appaltato.

Si tratta spesso di false cooperative, con prestanome in qualità di legali rappresentanti, che hanno l’obiettivo di operare per uno o due anni, dopo di ché il loro consorzio di riferimento le sostituisce, cambiando ragione sociale e denominazione e ponendole in liquidazione.

In questi casi diventa quasi impossibile recuperare i crediti anche per l’esattoria e per i lavoratori, quindi non resta che rivolgersi agli obbligati in solido”.

Come puoi evitare di ritrovarti a pagare?

Il primo passo è richiedere tutta la documentazione che attesta la correttezza dei versamenti fiscali e contributivi eseguiti dalla cooperativa, compresi gli eventuali subappaltatori.

Basta questo?

No, però è un inizio.

Per sapere tutte le altre cose che devi conoscere per controllare la cooperativa e dormire tranquillo, ho scritto la guida spiccia per appaltare in modo sicuro (è la più scaricata tra l’altro dagli uffici legal e consulenti in Italia, contattami per richiedere una copia se può esserti utile)

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Come evitare di farsi rubare oltre 200.000 euro

Negli appalti ha un’importanza fondamentale il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), che serve per attestare l’assolvimento da parte dell’impresa degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile.

Nell’articolo Il pasticcio della responsabilità solidale delle imprese  pubblicato da Panorama viene spiegato quello che è capitato ad un’azienda di Marghera.

Ecco i fatti:

· L’azienda aveva subappaltato la costruzione di parte di un impianto che doveva realizzare per Fincantieri

· Nonostante avesse richiesto il DURC al subappaltatore ha ricevuto una comunicazione dell’INPS che la indicava come responsabile in solido per inadempienze commesse dal suo fornitore

Il titolare della ditta si è chiesto:

“Ma se non è sufficiente neppure il DURC come faccio a sapere se il mio fornitore si comporta bene oppure no? Posso solo assumere un investigatore privato!”

Questa non è la soluzione.

Ecco cosa puoi fare per mettere in sicurezza il tuo appalto ed evitare interposizione di manodopera e responsabilità in solido del committente 

 

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Lavoro nella logistica dal 1996. Autore del libro "Odissea nella Logistica. Guida pratica per l'imprenditore" . Sapevi che è possibile ridurre i costi logistici in media dal 10 al 18%, entro 3 mesi con alcune azioni precise? E migliorare il servizio per i tuoi clienti. Chiedimi come
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