RESPONSABILITA’ SOLIDALE DEL COMMITTENTE: SEI PRONTO ALLO TSUNAMI CHE SI STA ABBATTENDO SUGLI APPALTI LOGISTICI?

RESPONSABILITA’ SOLIDALE DEL COMMITTENTE: SEI PRONTO ALLO TSUNAMI CHE SI STA ABBATTENDO SUGLI APPALTI LOGISTICI?

Responsabilità solidale e appalti non regolari: è’ di poche settimane fa il caso, molto famoso, di una molto nota società logistica, che si è vista posta in amministrazione giudiziaria.

Questo per aver appaltato le sue attività in alcuni magazzini ad un Consorzio che ha avuto diversi problemi,  molto frequenti nel settore degli appalti nella logistica:

  • retribuzioni ai lavoratori non corrette
  • mancati veramenti previdenziali 
  • orari di lavoro non rispondenti al reale
  • versamenti fiscali non corretti
  • ecc.

Questa società risponde in solido alle irregolità dell’appaltatore DI ANNI. 

Risponde sia in amministrativo, ma anche nel PENALE.

Non voglio entrare nel merito della questione, che è ben esposta su giornali e media. Trovi moltissimi articoli a riguardo e per rispetto di chi ha subito i danni peggiori, clienti e lavoratori evito di dilungarmi

Di certo non sarà l’ultima vicenda di questo.

MA COSA VUOL DIRE NEL CONCRETO RESPONSABILITA’ SOLIDALE DEL COMMITTENTE?

Al di là della parte tecnica, sulla quale ho già scritto in questo blog pagine e pagine, molto rozzamente che rispondi tu dei casini che combina la cooperativa.

Con lo stato e con chi lavora. Non è più difficile di così.

E’ iniziata la festa, o meglio è iniziata la fine della festa per tutti quegli appalti non corretti. 

In molti si stanno accorgendo che i “giochini” fatti per anni, con tariffe all’osso, cooperative “allegre” e gente al massacro sono arrivati al tramonto. Perlomeno per aziende sane e “normali”.

I “superbig” fanno sport a sè, a volte bene, atre volte con regole che si creano loro, di sicuro non adatte ad una normale PMI italiana che per vivere deve vendere e dare un buon servizio ai propri clienti e non fare alta finanza “virtuale”.

Se pensi che queste vicende siano solo argomento da giornale economico, e ti chiedi “Ma cosa deve interessarmi tutto questo?” ecco la risposta:

Il “non sapevo” dell’azienda su come si comporta la cooperativa in appalto , il “ è colpa della cooperativa, non c’entriamo niente” è sostanzialmente finito.

Entra in causa prepotentemente la responsabilità solidale.

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E’ una svolta storica in ambito di appalti logistici.

Fino a pochissimo, lo scenario peggiore in caso di appalto non regolare era che la cooperativa saltava, sì l’azienda aveva qualche problema e sanzioni, ma poi tanto alla fine dei giochi non cambiava granchè:

cambio di “casacca” per chi lavora che veniva traslato su una nuova cooperativa al posto di quella saltata. Qualche protesta, qualche ritardo produttivo, per finire con qualche accordo sindacale qua e là, e alla fine tutto è bene quel che finisce bene.

“Tutto cambia perchè niente affinchè nulla cambi”, per citare Luchino Visconti.

“Vede, se viene un controllo che ci sanziona perchè paghiamo tariffe troppo basse, al massimo ci fa una multa che è sicuramente meno di quanto abbiamo risparmiato nel corso degli anni con la cooperativa. Stappiamo lo champagne ogni anno che ci va bene!”

Salta solo la cooperativa “disgraziata”, che viene messa in liquidazione. Ma per il cliente, alla fine cambia poco.

La responsabilità solidale era uno scenario comunque lontano per l’azienda, che grossi contraccolpi se un minimo strutturata non ne subiva (per le piccole e medie invece non è proprio così).

Oggi invece rischi che vengono a prenderti i carabinieri e mettono i sigilli ai capannoni. Anche se sei un “big”.

E sui giornali ci vai non per essere intervistato come esempio vincente, ma perchè hai la gente sul tetto e un signore in divisa in ufficio che prende il tuo posto.

E un paio di valletti alla porta che ti fanno da autisti verso la Procura della Repubblica.

Perdonami se voglio sdrammatizzare un pò, ma ti ritrovi come nella scena di un noto film con Teoccoli dove gli presentano un conto che non può pagare (non è Altman, ma rende l’idea, condemilo 🙂

NON CI VENGO PIU' IN VACANZA CON TE! Teo Teocoli e Mauro Di Fr…

NON CI VENGO PIU' IN VACANZA CON TE! Teo Teocoli e Mauro Di Francesco :-D#abbronzatissimi #teoteocoli #maurodifrancesco #estate #anni90

Pubblicato da Abbronzatissimi su Giovedì 18 agosto 2016

Battute a parte (ma fino ad un certo punto), non è un bello scenario. 

Certo, c’è qualche azienda che se lo merita, hanno giocato anni a fare i “pirati della logistica”. Ed giusto che entrino in resposanbilità solidale per i danni provocati dalla cooperativa.

Ma molte altre aziende serie, hanno semplicemente una conoscenza non completa di uno strumento molto efficace ma in apparenza complesso anche per gli addetti ai lavori.

Ormai è chiaro che se i problemi nell’appalto sono grossi, tu non puoi non sapere.

E’ l’azienda che deve conoscere le giuste tariffe e la normativa sul contratto di appalto.

Per questo motivo interviene la responsabilità solidale.

Nei giornali c’è il caso di questa grossa azienda logistica, ma sai quanti casi di realtà più piccole che fanno danni enormi sulle aziende ne vedo tutti i giorni?

Ne ho visto direttamente uno anche poco tempo fa, stesso epilogo di quello più famoso.

Tira una brutta aria per gli appalti non regolari.

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E se questi se la passano male, per quelle aziende che non conoscono perfettamente la normativa sul contratto di appalto, o magari il cui fornitore non è perfettamente a conoscenza, sono guai seri.

“Eh, ma ci pensano i nostri consulenti a verificare se la cooperativa si comporta bene!”

Negli ultimi 3 mesi, almeno 4 aziende molto strutturate che la pensavano così che conosco direttamente, stanno avendo problemi enormi completamente scappati ai propri consulenti.

Che a guaio fatto, si svegliano e decidono in preda al panico di tormentare le cooperative in appalto tempestandole di richieste ai limiti della sopportazione e rallentando l’operativa, per tamponare (male) a danno avvenuto.

Purtroppo conoscere perfettamente una normativa tanto complessa come quella sull’appalto e sulla responsabilità solidale dell’appaltatore non è semplice.

Devi essere specializzato solo in quello, e i manager e imprenditori delle aziende non ne hanno semplicemente il tempo. Così come non possono averlo i loro consulenti, che devono fare molto altro.

Così l’ultima moda che vedo, che anche se capisco visto il panico e la non conoscenza generale, ma demenziale se mi passi il termine, è quella di tornare ad utilizzare personale dipendente. Insourcing, perchè “ho paura che succeda qualcosa”.

Praticamente è come se per la paura che giocando a calcetto il giovedì sera mi posso rompere una gamba, me la taglio direttamente. Così sono sicuro di non potermela rompere.

Con tanti saluti ai ai vantaggi in termini di produttività, flessibilità, semplificazione nella gestione e ottimizzazione dei costi dell’appalto per “paura” di cose che possono essere correttamente gestite, è abbastanza surreale.

In tempi duri come gli attuali, in c’è disperato bisogno di flessibilità, produttività e ottimizzazioni direi che scegliere di aumentare i vincoli, i costi, abbassare la produttività e appensantire la gestione del personale è una strada un pochino strana (per usare un eufemismo).

“il sonno della ragione genera mostri”, mostrava Goya. 

Il sonno nella conoscenza dell’appalto genera guai o soluzioni inefficienti, dico io.

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