OK il prezzo è giusto: come capire quando una cooperativa ti chiede una tariffa fuori mercato

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OK il prezzo è giusto: come capire quando una cooperativa ti chiede una tariffa fuori mercato

costi appalto okTi ricordi qualche anno fa della gloriosa trasmissione condotta da Iva Zanicchi, “OK il prezzo è giusto”?

Lo scopo di quel gioco era indovinare il prezzo corretto delle cose che venivano presentate. Chi si avvicinava di più vinceva. Chi oltrepassava il prezzo lasciava il gioco.

Ora, il mondo delle cooperative che operano nella logistica e facchinaggio, in molti casi assomiglia a quel gioco televisivo. Quando devono creare un’offerta commerciale sul prezzo spesso si tira a indovinare…

Esagero?

Purtroppo no, e spesso a danno non solo del cliente, ma anche loro.
Uso un tono leggero, ma dato che fa parte del mio lavoro collaborare con realtà di questo settore, devo constatare che l’improvvisazione regna veramente sovrana. Non sempre ovviamente e ci sono i casi “virtuosi”, ma restano eccezioni.

Ti porto un esempio di pochi giorni fa…
Una cooperativa è interessata a utilizzare il sistema LogisticaZERO, un sistema studiato proprio per mettere le cooperative nelle migliori condizioni di lavoro presso i clienti.

Mi contattano e mi chiedono se posso dare loro gli strumenti per gestire un nuovo appalto.
Parliamo di sistemi di lavoro, del nostro software MinutoProduttività, della rilevazione presenze, del supporto tecnico e “burocratico”, ecc.

Mi spiegano come stanno gestendo questo appalto e scopro che hanno fatto un’offerta oraria basata su un’incontro di 30 minuti avvenuto fuori dall’azienda 5 mesi fa. Quest’azienda, dopo 5 mesi, li contatta e gli chiede “mandami 8 persone da inserire lunedì”.

“Quanto fate all’ora?” . E la direzione di questa cooperativa ha fatto un preventivo orario.
Purtroppo non è la prima volta che vedo questo siparietto. Anzi direi che è quasi la norma nel mio settore.

Se è una delle prime volte che capiti in questo blog, potresti anche pensare : “Ma cosa c’è di male, è normale che l’azienda chieda il costo e questi gli mandino il preventivo all’ora. È lavoro orario, cos’altro serve?”

O anche peggio “Cos’ha questo qui da rompere, serve gente, serve sapere quanto costa e l’azienda sceglierà quelli che costano meno”.

Lo hai pensato? Ti posso capire.

Ma fermati un attimo, ti chiedo solo 5 minuti per ragionare insieme a me. Se poi non sei d’accordo puoi rimanere della tua opinione.

Ricapitolo l’episodio:

• un’azienda decide di contattare una cooperativa perché crede che la sua attuale gestione della logistica di magazzino possa essere migliorata: nei costi, nell’efficienza, ecc.

• questo perché il lavoro aumenta in modo stabile e non vuole assumere altro personale dipendente

• chiamano alcune cooperative e fanno fare velocemente un sopralluogo nel magazzino

• tra mille priorità viene messa in stand bye la cosa e passa qualche mese dopo improvvisamente il responsabile di magazzino chiede che l’organico venga rinforzato (o l’imprenditore ha un malore quando vede il bilancio e decide che è il momento di “tagliare costi”. La logistica, essendo poco compresa quanto è strategica oggi, è una delle vittime sacrificali)

• a questo punto, telefonata di rito alle 3 cooperative che sembrano meno peggio delle altre o più conosciute (referenze dirette, struttura, ecc.)

• “mi mandi 8 persone, quanto mi fai all’ora?”

• viene scelta quella meno cara/meno peggio

• il lunedì, via si parte! tutti in carrozza signori, comincia il viaggio!

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La logistica è una funzione strategica

Ricordiamoci sempre che la logistica per un’azienda che ambisce a vendere e dare un livello di servizio almeno in linea con il mercato ai propri clienti, è una funzione strategica.

TUTTI gli esperti, tecnici, imprenditori più in vista, strateghi aziendali, tendenze delle aziende top,statistiche, centri studi ecc. dicono questo.
Chi opera nel settore e non ha le fette di prosciutto sugli occhi lo vede personalmente sempre di più.

Aumentano le referenze, le complessità del mercato, le personalizzazioni, l’incertezza, le esigenze dei clienti, la concorrenza, ecc.

Per cui se una cosa è più complessa da gestire, mi aspetto che chi andrà a gestirla sia sempre più bravo. Aumenta in poche parole la professionalità richiesta.

Anche dal personale che opera in magazzino ovviamente, dato che è un’isola a parte e materialmente hanno in mano loro le merci dell’azienda.
Sei già in grado di trovare l’errore nell’episodio che ti ho appena mostrato? Ok procediamo nell’analizzare la nostra vicenda.

 

Un preventivo basato sul nulla

Su cosa è basato il preventivo che ha fatto la cooperativa? Semplicemente sul NULLA.
Non conoscono le complessità che andranno ad affrontare. Non conoscono il mercato di quell’azienda. Non conoscono i clienti di quell’azienda e il perché fanno affari con quella realtà.

  1. Non conoscono il personale dipendente dell’azienda con cui si dovranno confrontare il lunedì.
  2. Non hanno una mappa d’azione precisa e condivisa con l’azienda.
  3. Non conoscono le attrezzature che servono o le tecnologie che dovranno essere usate.

E nemmeno lontanamente il livello di professionalità richiesta al personale che opererà nel magazzino di quell’azienda (“eh vabbè, servono dei carrellisti niente di che”)

Quante contestazioni ci sono state nell’ultimo anno? Perché? Quanti errati carichi? Quanti danni alla merce?
Perché l’azienda ha deciso di chiamare questa cooperativa?
Chi fa il contratto di appalto? E i costi della sicurezza quanti sono?
Quale % di rischio infortunio c’è al momento ed è migliorabile in futuro con qualche accorgimento?

L’attuale layout è ottimizzato? I percorsi di percorrenza per i magazzinieri sono razionali o ognuno fa quello che riesce.

E gli sprechi e le inefficienze (TCO diretti), a quanto possono essere stimati giorno/settimana/mese, anche solo limitatamente alla gestione del servizio logistico?

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Quali sono gli obiettivi dell’appalto di questa azienda?

La cooperativa è in grado di raggiungerli? In quanto tempo? Come verranno misurati e discussi?
L’azienda ha delle sue procedure di lavoro?

Posso continuare molto oltre per ore sulle complessità da considerare quando si va a gestire un nuovo contratto d’appalto (ma valgono anche per l’azienda quando gestisce dipendenti propri) ma mi fermo solo su un’altro aspetto:

Come fa la cooperativa a selezionare 8 persone per il lunedì successivo in linea con lo standard richiesto da quell’azienda?

Semplice, mandano 8 nuovi assunti o spostano qualche malcapitato da un’altro cliente perché non esiste nessun percorso di selezione del personale. E non hanno nemmeno la concezione dello standard richiesto. “Fa quello che bisogna” è l’unico sistema che hanno per formare questi malcapitati.

Buona fortuna signori, ne avranno tanto bisogno…

 

Un appalto totalmente irregolare

Un’ultima cosa per il trova l’errore: l’appalto è totalmente irregolare e qualsiasi controllo dell’ispettorato del lavoro può annulla perchè va contro la norma BASE in caso di appalto (non vado nemmeno tanto in là sul resto che non va bene a livello di legge):

Art. 1655 del codice civile

Nozione di appalto

«L’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro»

Noti qualcosa che non va?

Te le dico io: ORGANIZZAZIONE DEI MEZZI E GESTIONE A PROPRIO RISCHIO.

In poche parole (ma l’argomento merita ben altra attenzione, e infatti organizziamo eventi dal vivo su questo con esperti del lavoro)  l’azienda sta chiedendo meramente del personale, e questo significa che stiamo parlando di un appalto finto (in gergo pseudoappalto o appalto non genuino).

Vuole chi gli somministra manodopera, ma nessuna cooperativa può farlo (né ha senso per l’azienda).
La cooperativa, con un appalto gestirà in tutto o in parte il servizio logistico all’interno dell’azienda.
Con piena responsabilità dei risultati e dell’organizzazione del proprio personale che ritiene necessario per raggiungere gli scopi concordati con l’azienda e indicati nel contratto d’appalto.

Non entro nello specifico, ma come vedi siamo in un mare di guai. E l’azienda non ottiene di sicuro nessuno dei risultati che vuole, anche solo se parliamo di taglio dei costi.

La povera cooperativa andrà incontro ad un appalto “capestro”, non conoscendo a cosa andrà incontro ha chiesto delle cifre a caso che verosimilmente non copriranno nemmeno le spese.

 

Un modo corretto di procedere

La situazione andava analizzata per bene con gli strumenti e le competenze giuste e andavano concordati degli obiettivi e dei tempi condivisi con l’azienda.

Il costo in caso di appalto non è mai orario, perché oltre che essere illegittimo per la legge, è una fregatura per azienda e cooperativa qualunque esso sia, perché manca di parti che l’azienda poi si troverà a pagare in una forma o in un’altra, semplicemente lo farà poi incazzata nera, perché “nel preventivo non c’erano”.

E quindi si arriva alla giostra di insoluti e contestazioni.
E perdono tutti…

E per gli 8 poveri disgraziati in cerca d’autore in trincea, che non sanno cosa fare, perché e come sarà anche peggio.
Turnover alto e morale basso.

Sono troppo pessimista per te? No, ahimè è un film che ho visto davvero troppe volte e che vorrei tanto evitare, specie quando vedo brava gente onesta che cerca di fare il proprio lavoro.

Ho creato LogisticaZERO per mettere queste cooperative nelle migliori condizioni e per dare un servizio di eccellenza alle aziende, con Professionisti di Magazzino selezionati, soddisfatti, formati e preparati.

Questa volta non mi hanno ascoltato però, “eh hai ragione Luca ma l’appalto ci fa gola…”
Farà anche gola l’appalto, ma dopo 1 settimana sono già in difficoltà.
Magari alla fine sarà comunque un happy ending, ma come vedi per gestire il servizio logistico è troppo rischioso improvvisarsi.

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Lavoro nella logistica dal 1996. Creatore di LogisticaZERO. Sapevi che è possibile ottimizzare in media l'efficienza della logistica di magazzino tra il 10 e 28% (a seconda delle condizioni di partenza) entro 90 giorni? In modo soprattutto sicuro e misurabile.
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