Intermediazione di manodopera: come evitare i rischi di un appalto irregolare

intermediazione manodopera

Intermediazione di manodopera: come evitare i rischi di un appalto irregolare

La regolarità dell’appalto e l’intermediazione di manodopera negli appalti (detta anche interposizione di manodopera) sono questioni che mi vengono spesso poste dalle aziende, così oggi ho deciso di affrontare nuovamente il problema in questo articolo.

Pur non essendo un consulente del lavoro, grazie alla mia professione – gestendo i magazzini dei nostri clienti – ho potuto approfondire questo aspetto.

 

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: LA NORMATIVA E LE LEGGI

Come capire quando un appalto è regolare e se chi lo gestisce lo sta facendo nel modo giusto?
Le normative a riguardo sono presenti, ma per chi non è del mestiere, come le aziende committenti, non sono facili da comprendere e inoltre molto spesso i fornitori che si propongono nella logistica di magazzino non hanno competenze sufficienti per offrire un servizio sicuro ai loro clienti.

Un altro problema è la forma con cui spesso questi argomenti vengono trattati, spesso il linguaggio “legalese” è molto specifico, tanto che a volte risulta di difficile comprensione anche ai consulenti del lavoro. Io stesso ho dovuto chiedere aiuto a questi professionisti per avere un quadro chiaro e comprensibile delle normative vigenti e poter offrire ai miei clienti strumenti informativi utili e concreti.

 

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: STRUMENTI UTILI

In questo video il Dr. Alessio Bisceglie, esperto in materia di appalti nella logistica,  parla dell’intermediazione di manodopera e di come evitarla.

 

 

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ELEMENTI FONDAMENTALI PER FAR SÌ CHE IL TUO APPALTO SIA REGOLARE

Per distinguere gli appalti regolari da quelli a rischio di irregolarità devi basarti sull’art 1655 del codice civile:

“L’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con una gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”

Ciò che è riassunto in queste poche righe è di fondamentale importanza, e bisogna tener conto di alcuni fattori:

• l’organizzazione dei mezzi che deve avere la cooperativa
• il rischio d’impresa in capo alla cooperativa
• l’organizzazione dei mezzi, cioè tu affidi alla cooperativa in parte o totalmente la gestione del servizio logistico del magazzino della tua azienda
• l’ultimo punto implica che la cooperativa NON SI LIMITI A MANDARTI DEL PERSONALE, MA CHE GESTISCA IN AUTONOMIA IL SERVIZIO OGGETTO DELL’APPALTO

I RAPPORTI TRA L’AZIENDA E LA COOPERATIVA NELL’INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA

In pratica ciò che viene richiesto al fornitore del servizio logistico per non incorrere nell’intermediazione di manodopera è di avere un responsabile che si occupi di avere i rapporti con la tua azienda, la quale si rivolgerà solo ed esclusivamente a lui e non ai singoli lavoratori.

È meglio che i tuoi dipendenti non abbiano rapporti con i lavoratori delle cooperative per evitare l’irregolarità dell’appalto e un’intermediazione illecita di manodopera, cioè che il fornitore da te selezionato, anziché essere autonomo nello svolgimento del servizio logistico, TI FORNISCA ESCLUSIVAMENTE DEL PERSONALE, violando la legge.

L’organizzazione dei turni, delle ferie e di qualunque altro aspetto che riguarda l’erogazione del servizio appaltato è compito della cooperativa.
Per un ispettore un appalto potrebbe essere definito “finto” se ad esempio un tuo responsabile influenzasse il piano ferie dei lavoratori della Cooperativa, in quanto potrebbe pensare che i tuoi dipendenti siano stati assunti da un “prestanome” per permetterti di erogare una retribuzione inferiore.

 

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: COSA DEVE FARE LA COOPERATIVA

È compito della cooperativa procurarsi il personale adatto per raggiungere il risultato richiesto: è la cooperativa che si occupa di quanto personale verrà impiegato e di come verrà
gestito , a te interessa solo il risultato finale, le modalità con cui verrà raggiunto sono responsabilità della cooperativa stessa.

 

LA DIVISIONE DI SPAZI E RUOLI TRA L’AZIENDA E LA COOPERATIVA

Tutti questi elementi contraddistinguono un appalto regolare (genuino) . La SOMMINISTRAZIONE DI PERSONALE è una questione diversa: in un magazzino deve esserci, anche visivamente, una netta distinzione delle aree in cui operano i lavoratori della cooperativa che devono essere sempre dotati di regolare tesserino di riconoscimento e quelle riservate ai tuoi dipendenti.

Oltre all’organizzazione interna è fondamentale che la cooperativa lavori con mezzi propri e non dell’azienda committente. È meglio controllare ad esempio che nel contratto non ci siano clausole come il comodato d’uso di utilizzo dei tuoi carrelli da parte del personale esterno.

 

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: IL RUOLO DI LOGISTICA ZERO

La normativa sulla regolarità dell’appalto va applicata nella realtà concreta e solo un fornitore del servizio logistico preparato in quest’ambito può farlo nel modo corretto.
Conoscere questi aspetti è molto importante perché fa evitare guai molto seri all’azienda e al fornitore del servizio logistico.

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Lavoro nella logistica dal 1996. Creatore di LogisticaZERO. Sapevi che è possibile ottimizzare in media l'efficienza della logistica di magazzino tra il 10 e 28% (a seconda delle condizioni di partenza) entro 90 giorni? In modo soprattutto sicuro e misurabile.
4 Commenti
  • Luca
    Posted at 15:13h, 11 agosto Rispondi

    Salve a tutti, io sono un piccolo imprenditore, un padroncino al quale una grande azienda leader si é affidata per gestire tutti i rischi e gli oneri dovuti al personale dipendente, insomma mi hanno fatto assumere un po’ di persone che gestiscono loro e mi pagano come vogliono loro anche meno di quanto in realtà mi costino a me.
    Per anni ho chiesto adeguamenti tariffari perché sono costretto ad usare l’IVA e fidi bancari per mandare avanti la baracca senza licenziare nessuno soprattutto vista la situazione attuale contando che sono anche padri di famiglia…
    Ora però sono nei guai con cartelle esattoriali astronomiche dipendenti scontenti e problemi con le banche; sull’orlo del fallimento come ditta individuale, non so cosa fare…

    • Luca Giarola
      Posted at 11:01h, 12 agosto Rispondi

      Buongiorno,
      ho letto il suo commento e mi dispiace per quanto le sta accadendo.

      Quella che mi sta scrivendo è ahimè una situazione non rara. Alcune aziende utilizzano in maniera impropria il fornitore del servizio logistico, spesso senza nemmeno averne la piena consapevolezza.

      E il fornitore, che non aveva la piena consapevolezza di quello che stava succedendo, rimane senza volerlo intrappolato.

      Premetto subito che non sono un tecnico del lavoro.

      Cerco con i pochi dati che ho e senza sapere nulla, di darle comunque qualche consiglio pratico.. Se vuole vedere subito i riferimenti da solo di quanto le sto dicendo le consiglio di vedere l’art 1655 codice civile perché anche senza essere un tecnico, le dice subito la dimensione del problema.

      Primo step: Il primo e più importante consiglio che le posso dare, e mi creda che non è scontato perché in pochi lo fanno, è di rivolgersi ad un consulente del lavoro esperto in materia di contratto di appalto, non ad un semplice consulente del lavoro.

      Se ha problemi a trovarlo (sono merce rara purtroppo), le posso in privato dare qualche riferimento.

      Secondo step: spieghi nel dettaglio a questo professionista la situazione e le fasi che l’hanno portata qui. Non conosco la sua forma societaria, ma magari (ripeto non lo so e non sono un tecnico) potete elaborare uno stato di crisi per prendere un po’ il respiro.

      Terzo step: a questo punto ha un piano in mano, bello o brutto che sia, ma almeno sa come muoversi. Da qui in poi può vedere se il know how e capacità che ha maturato la sua azienda sono vendibili sul mercato. Magari adesso che le sembra tutto “nero” non lo vede, ma ci possono essere aziende interessate ad aiutare la sua.

      Ripeto, sto ipotizzando perché i dettagli non li conosco.

      Ho tenuto proprio recentemente un corso per aiutare le aziende a terziarizzare in modo sicuro il servizio logistico, e alcuni imprenditori, senza rendersene conto, rischiavano di fare proprio questi errori (e i loro fornitori avrebbero avuto problemi come i suoi).

      Le auguro davvero di riprendersi

      Un caro saluto

      Luca Giarola

  • Giancarlo Maiola
    Posted at 09:43h, 28 giugno Rispondi

    Nella mia azienda i fornitori di servizi (p.e. di pulizia) operano in autonomia. decidono i turni del personale, le ferie e utilizzano mezzi e procedure proprie per le attività. Dovendo avere consapevolezza dell’inizio e della fine delle loro attività (in termini di semplice data/ora), ho chiesto di inserire nel nostro sistema informatico tali informazioni Tali informazioni sono per me basilari in quanto la conoscenza dei tempi nei quali si svolge la loro attività è di fondamentale importanza per determinare la disponibilità del bene di mia proprietà, su cui loro operano.
    L’inserimento di dati di questo tipo nei sistemi informatici della stazione appaltante, può essere considerata interposizione o intermediazione di manodopera?
    Grazie per la cortese risposta.

    • Luca Giarola
      Posted at 20:13h, 30 giugno Rispondi

      Buongiorno Giancarlo,

      non conosco nel dettaglio la sua situazione, per cui le rispondo in maniera generica.

      Allora, bene che l’organizzazione del personale e i mezzi di lavoro siano pienamente nella facoltà del fornitore.
      Questo rende l’intermediazione di manodopera per quello che mi dice molto più difficile.

      Da quello che mi scrive mi può venire qualche dubbio invece sul rischio di impresa del fornitore.

      Il mio dubbio è sul “bene che loro utilizzano di sua proprietà” , in cosa consiste.

      Andrebbe approfondito il suo contratto di appalto, come è mappato per darle una risposta più puntuale alla sua domanda.

      Perchè lì viene previsto nel dettaglio (ma realmente nel dettaglio se il contratto è ben fatto) tutti gli aspetti di lavoro del fornitore e i “paletti” /risultati che deve generare con lo strumento dell’appalto.
      E il rischio di impresa che si sta assumendo la cooperativa.

      Diciamo in maniera molto rozza e senza conoscere nulla praticamente della sua situazione, che se a lei interessa che Mario Rossi inizia alle 6 e finisce alle 14, anzichè un risultato mappato nel contratto di appalto rivisto periodicamente con il fornitore, possiamo avere qualche problema.

      Ma, ripeto, parlo senza avere elementi.

      Se vuole avere supporto sul contratto di appalto e sulla sicurezza rispetto ai rischi dell’ intermediazione di manodopera, le segnalo http://www.appaltosicuro.com.
      O può mandarmi una mail a luca.giarola@logisticazero.com

      A presto

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