Intermediazione di manodopera: come evitare i rischi di un appalto irregolare

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Intermediazione di manodopera: come evitare i rischi di un appalto irregolare

La regolarità dell’appalto e l’intermediazione di manodopera negli appalti (detta anche interposizione di manodopera) sono questioni che ho visto negli anni ripetersi diverse volte.

Ne parlo in un intero libro, “2019 Odissea nella Logistica” (lo trovi qui).

appalto logistica cooperativa intermerdiazione manodopera

Questo articolo è scritto per essere un “salvavita” se hai appaltato ad una cooperativa, e contiene informazioni che fai molta fatica a trovare.

Se stai leggendo un articolo sull’ intermediazione di manodopera in un blog di logistica, immagino non sia per piacere personale…

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: LA NORMATIVA E LE LEGGI

Come capire quando un appalto è regolare e se chi lo gestisce lo sta facendo nel modo giusto?

Le normative a riguardo sono presenti, ma per chi non è del mestiere non sono facili da comprendere e molto spesso le cooperative non hanno competenze sufficienti per offrire un servizio sicuro ai loro clienti. Ho visto anche grandi consorzi e strutture cadere su queste cose malamente.

Uno dei motivi, se lasciamo da parte i “pirati” del settore, è la forma con cui questi argomenti vengono trattati, con un linguaggio “legalese” molto tecnico e una normativa non proprio semplice da mettere in pratica (tieni anche conto che stiamo sempre parlando di cooperative …).

Argomenti complessi da masticare anche da consulenti del lavoro, che dovendo occuparsi di tanti “fronti” di fronte alle complessità dell’appalto frequentemente “tentennano”.

Ognuno dice la sua, ma intanto la patata da pelare è tutta tua…

I 5 ELEMENTI FONDAMENTALI PER FAR Sì CHE IL TUO APPALTO SIA REGOLARE E CHE TI EVITANO IL RISCHIO DI INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA

 

Per distinguere gli appalti regolari da quelli a rischio di irregolarità devi basarti sull’art 1655 del codice civile. Questo articolo è la tua “guida spirituale” quando parliamo di appalto.

Perchè ci dice cos’è l’appalto e come va gestito:

“L’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione
dei mezzi necessari e con una gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro”

Ciò che è riassunto in queste poche righe è di fondamentale importanza per evitare l’intermediazione di manodopera e l’appalto irregolare.

In fondo all’articolo trovi la spiegazione passo passo in video dell’Art.1655 del codice civile.

Prenditi qualche minuto per guardarlo e salvatelo in una cartella sicura del pc, perchè è fatto apposto per spiegarti questo punto ESSENZIALE per evitare di saltare per aria…

Questo articolo, il 1655, ci dice ESATTAMENTE QUELLO CHE DEVI AVERE MOLTO CHIARO QUANDO APPALTI A UNA COOPERATIVA

Portiamolo fuori dal “legalese” e rendiamolo adesso  tradotto nel concreto del lavoro di tutti i giorni nei nostri magazzini.

• L’organizzazione dei mezzi che deve avere la cooperativa

• Il rischio d’impresa è in capo alla cooperativa

• Quando appalti, non chiedere alla cooperativa “di mandarti gente” o di “assumersi il tuo personale” , cioè prendersi i dipendenti al posto tuo! Ma deve darti un servizio preciso, dettagliato nel contratto di appalto che fai con la cooperativa

E’ vero che il servizio viene fatto “dalla gente che mandano nella tua azienda”, ma cambia tutto!

Ripeto quest’ultimo punto perchè è questione di “vita o morte” dell’appalto per evitare l’intermediazione di manodopera:

La cooperativa NON DEVE LIMITARSI A MANDARTI DEL PERSONALE, MA DEVE GESTIRE IN AUTONOMIA IL SERVIZIO OGGETTO DELL’APPALTO, che si base su risultati e rischio di impresa a carico loro.

Ti assicuro che il 90% buono degli appalti che vedo non rispetta questo punto. Ed è il motivo per cui in giro senti peste e corna di cooperative e affini. Nasce tutto da qui.

Conoscere questo punto ti evita che l’appalto salti e di pagare tu per i guasti della cooperativa.

So che dovrebbe essere la cooperativa a cui hai appaltato a occuparsi di queste cose, e tu non dovresti nemmeno saperle.

Eh, nel mondo ideale è proprio così. Ma nella realtà questi aspetti li devi conoscere anche tu o rischi guai.

Dato che so quante cose devi fare e che di certo non hai il tempo per diventare un esperto di contratti di appalto (d’altra parte stai già pagando qualche consulente per questo…), ho preparato un “bignami”, un Manuale dell’Appalto, che ti puoi leggere in pochi minuti che ti da però concentrate tutte le informazioni per salvarti la vita…

E’ completamente gratuito e immediatamente fruibile. Fatti un favore, leggilo. Ti risparmia grossi guai…

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I RAPPORTI TRA L’AZIENDA E LA COOPERATIVA: LA PRIMA COSA A CUI DEVI STARE ATTENTO PER EVITARE IL RISCHIO DELL’INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA

  • Nel concreto ciò che viene richiesto alla cooperativa per non incorrere nell ’intermediazione di manodopera è di avere un responsabile (preposto) che si occupa di tenere i rapporti con la tua azienda e i suoi responsabili operativi.

Che si rivolgeranno solo ed esclusivamente a lui per l’operatività e non ai singoli lavoratori della cooperativa. Questi prendono ordini solo da questo preposto. NON DAI TUOI UOMINI.

Questa figura deve essere formata dalla cooperativa e preparata per questo scopo.

Occhio, non è uno che tu devi pagare in più, ma semplicemente un loro operativo che è formato per gestire la squadra di lavoro e ha del know how aggiuntivo. Se la cooperativa che hai non ha nemmeno una figura di questo tipo, ma bene o male tutti fanno tutto, ti consiglio di cominciare a pregare… (o meglio, scrivimi  subito una mail, mandami una chat, insomma fa qualcosa perchè hai una bomba in casa!).

  • È meglio che i tuoi dipendenti non abbiano rapporti con i lavoratori delle cooperative per evitare l’irregolarità dell’appalto e una probabile intermediazione di manodopera.

Cioè che la cooperativa in appalto, anzichè essere autonoma nello svolgimento del servizio logistico oggetto dell’appalto,  TI FORNISCA ESCLUSIVAMENTE DEL PERSONALE, e così viola la legge (e pure tu lo fai, il “non sapevo” non esiste in queste cose).

Ok, ok. So cosa stai pensando adesso. “E’ normale che la gente si parli, mica sono segregati e posso mettere dei muri tra i dipendenti e gli esterni della cooperativa! ” “E poi nella nostra azienda siamo tutti nella stessa famiglia”

Ti capisco, gestisco appalti da oltre 10 anni. Non sono su una cattedra a fare il professore.

Intendo però che un tuo dipendente,  “Mario”, non può andare dal personale delle cooperativa (“Franco”) e dargli ordini o indicazioni. 

Del tipo:

“Dai Franco, c’è da spostare quel bancale e muoviti a caricare, il camion è in piazzale che aspetta!”

Ecco, se io sono un ispettore del lavoro e passo di lì, come può succedere tutti i giorni, ti faccio saltare l’appalto.

Perchè è palese che hai 2 dipendenti, solo che uno lo paghi di meno e l’hai fatto mettere sotto cooperativa.

Quando viene un controllo la prima cosa che fa è fotografare (a volte anche letteralmente) la situazione e si accorge subito di queste cose. Anche dalle magliette (ma ci torniamo un’altra volta sugli elementi distintivi…)

  • Anche l’organizzazione dei turni, delle ferie e di qualunque altro aspetto che riguarda l’erogazione del servizio appaltato è compito della cooperativa.

Per un ispettore un appalto potrebbe essere definiti “finto” /fittizio  se ad esempio un tuo responsabile va a influenzare il piano ferie dei lavoratori della cooperativa, perchè pensa che i tuoi dipendenti siano stati assunti da un “prestanome” per permetterti di erogare una retribuzione inferiore.

“Ma ho addestrato il personale, quando viene un controllo sanno quello che devono dire!”

Buonanotte amico mio, se la pensi così (e purtroppo ho visto fior di direttori logistici ragionare così) ti spiego cosa succede nel mondo reale quando c’è un controllo vero:

  1. Gli ispettori entrano a sorpresa in azienda, e spesso sanno già tutto di quello che sta succedendo
  2. Chiudono le porte, nessuno esce (ho visto gente che tentava di scappare dalle finestre, e li hanno beccati)
  3. Chiudono in un ufficio singolarmente le persone
  4. Il personale viene intervistato, e l’esordio è del tipo “siamo pubblici ufficiali e se ci da informazioni false rischia la faccio mettere in galera, perchè è reato penale”

Dopo 20 secondi circa la persona, anche la più “addestrata”, canta come un gallo e confessa anche quanto ha mangiato a Pasqua. Ho visto dirigenti da qualche centinaio di migliaio di euro di ral annuo e solitamente sbruffoni, uscire dalla “stanza degli interrogatori” bianca come dei fantasmi.

Uno, tutto incravattato e impomatato, terrore di tutti in magazzino, uscito piangeva come un poppante.

Dimmi tu se possiamo arrivare a certe scene pietose o non è forse meglio fare le cose a modo, che tanto risparmi lo stesso e meglio, te lo assicuro…

Se dopo tutto questo ti sembra impossibile, conoscendo le cooperative in giro, avere un appalto che funzioni dove la cooperativa è autonoma, ti dico subito che è assolutamente possibile e la base. Se non lo sa fare, è perchè non sa gestire il servizio logistico.

“Ma è una grande struttura conosciuta!”  (se è un consorzio, ricordati che devi guardare e fare i conti con la cooperativa in subappalto, non il consorzio che a te manda solo le fatture…) . Se “ti mandano della gente” sei nei guai, grossi o piccoli che siano.

Hai sentito cosa è successo nei giorni scorsi a proposito di “sono grandi, mi fido?”

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: COSA DEVE FARE LA COOPERATIVA

E’ compito della cooperativa procurarsi il personale adatto per raggiungere il risultato richiesto e previsto nel contratto di appalto.

ATTENZIONE: se il tuo contratto di appalto sono 5 paginette prestampate che ti ha dato il consulente, ahi ahi! E’ meglio che ti mandi qualche esempio di un vero contratto di appalto. Scrivimi una mail a luca.giarola@logisticazero.com (te lo mando gratis, tranquillo).

E’ la cooperativa che deve occuparsi di quanto personale verrà impiegato e di come verrà gestito

A te interessa solo il risultato finale, le modalità con cui verrà raggiunto sono responsabilità della cooperativa stessa.

“Eh Giarola, ma a casa mia comando io!”  Giusto, ma ci sono altri modi per rendere effettivo “il comando” dell’azienda : il contratto di appalto. Che norma i vostri rapporto NEL DETTAGLIO, no genericamente.

LA DIVISIONE DI SPAZI E RUOLI TRA L’AZIENDA E LA COOPERATIVA

Tutti questi elementi contraddistinguono un appalto regolare (genuino) dall’intermediazione di manodopera e dalla  SOMMINISTRAZIONE DI PERSONALE.

  • In un magazzino deve esserci, anche visivamente, una netta distinzione delle aree in cui operano i lavoratori della cooperativa  e quelle riservate ai tuoi dipendenti.

Divisione in fasi di lavoro, previste nel contratto di appalto (magari se cambiano lo aggiorni periodicamente), che giustificano ad esempio il perchè hai appaltato la fase A e invece la fase di lavoro B la erogano i tuoi dipendenti.

Anche qua ho esempi finchè vuoi di quello che è inteso dalla legge a riguardo.

  • Dopo fatti anche un giro anche in magazzino e guarda se i lavoratori della cooperativa hanno regolare tesserino di riconoscimento.

 

  • Oltre all’organizzazione interna è fondamentale che la cooperativa lavori con mezzi propri e non dell’azienda committente.

È meglio controllare ad esempio che nel contratto non ci siano clausole come il comodato d’uso di utilizzo dei tuoi carrelli da parte del personale esterno.

Il comodato d’uso non vale una ceppa ed è irregolare! = intermediazione di manodopera (ormai ti sta venendo a noia)

INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA: IL SALVAGENTE PER SALVARTI DALL’APPALTO CHE NAUFRAGA (e che rischia di far affogare anche l’azienda)

So che applicare delle norme complesse come queste sembra complicato.

Prima ti avevo promesso un video fondamentale per capire ed evitare l’intermediazione di manodopera.

Ti basta cliccare sul tasto avvio del video sotto. Dura pochi minuti, ma lo avessi avuto qualche anno fa…

Addirittura per la paura alcuni imprenditori, facendo una scelta assolutamente suicida in termini economici e di flessibilità, tornano a usare dipendenti perchè “hanno paura dell’ intermediazione di manodopera e delle cooperative”.

Alcuni consulenti “grotteschi e ridicoli” li portano a questa scelta, dovuta semplicemente ad una grave mancanza di conoscenza della materia dell’appalto. Per cui basandosi sul “sentito dire” che le cooperative sono pericolose, fanno riprendere il personale all’azienda come dipendenti.

Statistiche alla mano, la produttività anche di un bravo operatore esterno una volta che passa come dipendente, crolla entro 3 mesi del 15% e poi ancora tra il 10 e 18%, per poi assestarsi su una base in % parecchio inferiore alla precedente gestione.

Oltre a tutta la mancata flessibilità, i costi, la gestione, formazione, risposta ai picchi e ai cali del lavoro, ecc. che ritornano a gravare sull’azienda.

Se hai appaltato un motivo ci sarà stato, e buttare via il bambino con l’acqua sporca è, scusami, da fessi.

Specie per chi dovrebbe consigliare l’azienda per il suo bene, e non per pararsi il sedere e giocare sul sicuro.

Il “sonno della ragione genera mostri”. Per questo è ora di mettere un pò di ordine.

Anche perchè, se si conosce il proprio mestiere (che non è chiaramente il tuo, ma lo dovrebbe conoscere la cooperativa) non c’è nulla di complicato.

Per esperienza diretta mia e dei clienti che servo da oltre 10 anni, se l’azienda e la cooperativa, e i loro consulenti (e qui si apre un capitolo dolentissimo…) conoscono quello che fanno, applicare questa normativa FA RISPARMIARE SOLDI E MIGLIORA IL SERVIZIO, oltre a semplificare la gestione operativa della logistica veramente tanto.

Il problema è che in pochi conoscono come realmente creare un contratto di appalto che funzioni.

La normativa sulla regolarità dell’appalto va poi applicata nella realtà concreta.

Ecco perchè ti consiglio di scaricare il Manuale Pratico in 8′ dell’Appalto. E’ totalmente gratuito, ti basta cliccare sul bottone e lo vedi subito.

Ti mostra anche cosa succede in caso di controllo e come ti puoi difendere.

Avrebbe dovuto darti qualcosa del genere già la cooperativa in sede di creazione dell’appalto, ma immagino che non lo abbiano mai fatto e se stai leggendo questo articolo non è per far passare del tempo.

Consiglio per esperienza:

prenditi 10 minuti e leggiti il Manuale dell’Appalto. Ti eviterà tanti mal di pancia.

Una volta letto poi  chiama cooperativa e consulente del lavoro e digli quello che pensi… 🙂

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Se non lo fai, io non ci perdo nulla, non è la mia azienda a rischio. Per i miei clienti è lettura obbligatoria prima di vederci per la prima volta, fai tu quanto lo considero importante.

 

P.S. 

Se hai davvero un problema o una paura imminente per un controllo che hai ricevuto, un avviso che ti è arrivato o qualche avvisaglia che ci sia qualcosa con il tuo appalto che non va, PER ESPERIENZA non aspettare.

Non si risolve la cosa da sola.

Clicca sul “bottone rosso” per le emergenze sugli appalti che vedi qui e uno dei migliori esperti in materia di appalto in Italia (che queste cose le risolve a decine tutti i giorni) è a tua disposizione per supportarti.

So che sono cose che non fanno dormire di notte. Clicca e riprenditi un pò di serenità, perchè con i passi giusti e in tempo sistemare non è difficile.

L’importante è non aspettare e perseguire nell’errore (o fare scelte sbagliate o “di paura”)

 

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Lavoro nella logistica dal 1996. Autore del libro "Odissea nella Logistica. Guida pratica per l'imprenditore" . Sapevi che è possibile ridurre i costi logistici in media dal 10 al 18%, entro 3 mesi con alcune azioni precise? E migliorare il servizio per i tuoi clienti. Chiedimi come
4 Commenti
  • Luca
    Posted at 15:13h, 11 agosto Rispondi

    Salve a tutti, io sono un piccolo imprenditore, un padroncino al quale una grande azienda leader si é affidata per gestire tutti i rischi e gli oneri dovuti al personale dipendente, insomma mi hanno fatto assumere un po’ di persone che gestiscono loro e mi pagano come vogliono loro anche meno di quanto in realtà mi costino a me.
    Per anni ho chiesto adeguamenti tariffari perché sono costretto ad usare l’IVA e fidi bancari per mandare avanti la baracca senza licenziare nessuno soprattutto vista la situazione attuale contando che sono anche padri di famiglia…
    Ora però sono nei guai con cartelle esattoriali astronomiche dipendenti scontenti e problemi con le banche; sull’orlo del fallimento come ditta individuale, non so cosa fare…

    • Luca Giarola
      Posted at 11:01h, 12 agosto Rispondi

      Buongiorno,
      ho letto il suo commento e mi dispiace per quanto le sta accadendo.

      Quella che mi sta scrivendo è ahimè una situazione non rara. Alcune aziende utilizzano in maniera impropria il fornitore del servizio logistico, spesso senza nemmeno averne la piena consapevolezza.

      E il fornitore, che non aveva la piena consapevolezza di quello che stava succedendo, rimane senza volerlo intrappolato.

      Premetto subito che non sono un tecnico del lavoro.

      Cerco con i pochi dati che ho e senza sapere nulla, di darle comunque qualche consiglio pratico.. Se vuole vedere subito i riferimenti da solo di quanto le sto dicendo le consiglio di vedere l’art 1655 codice civile perché anche senza essere un tecnico, le dice subito la dimensione del problema.

      Primo step: Il primo e più importante consiglio che le posso dare, e mi creda che non è scontato perché in pochi lo fanno, è di rivolgersi ad un consulente del lavoro esperto in materia di contratto di appalto, non ad un semplice consulente del lavoro.

      Se ha problemi a trovarlo (sono merce rara purtroppo), le posso in privato dare qualche riferimento.

      Secondo step: spieghi nel dettaglio a questo professionista la situazione e le fasi che l’hanno portata qui. Non conosco la sua forma societaria, ma magari (ripeto non lo so e non sono un tecnico) potete elaborare uno stato di crisi per prendere un po’ il respiro.

      Terzo step: a questo punto ha un piano in mano, bello o brutto che sia, ma almeno sa come muoversi. Da qui in poi può vedere se il know how e capacità che ha maturato la sua azienda sono vendibili sul mercato. Magari adesso che le sembra tutto “nero” non lo vede, ma ci possono essere aziende interessate ad aiutare la sua.

      Ripeto, sto ipotizzando perché i dettagli non li conosco.

      Ho tenuto proprio recentemente un corso per aiutare le aziende a terziarizzare in modo sicuro il servizio logistico, e alcuni imprenditori, senza rendersene conto, rischiavano di fare proprio questi errori (e i loro fornitori avrebbero avuto problemi come i suoi).

      Le auguro davvero di riprendersi

      Un caro saluto

      Luca Giarola

  • Giancarlo Maiola
    Posted at 09:43h, 28 giugno Rispondi

    Nella mia azienda i fornitori di servizi (p.e. di pulizia) operano in autonomia. decidono i turni del personale, le ferie e utilizzano mezzi e procedure proprie per le attività. Dovendo avere consapevolezza dell’inizio e della fine delle loro attività (in termini di semplice data/ora), ho chiesto di inserire nel nostro sistema informatico tali informazioni Tali informazioni sono per me basilari in quanto la conoscenza dei tempi nei quali si svolge la loro attività è di fondamentale importanza per determinare la disponibilità del bene di mia proprietà, su cui loro operano.
    L’inserimento di dati di questo tipo nei sistemi informatici della stazione appaltante, può essere considerata interposizione o intermediazione di manodopera?
    Grazie per la cortese risposta.

    • Luca Giarola
      Posted at 20:13h, 30 giugno Rispondi

      Buongiorno Giancarlo,

      non conosco nel dettaglio la sua situazione, per cui le rispondo in maniera generica.

      Allora, bene che l’organizzazione del personale e i mezzi di lavoro siano pienamente nella facoltà del fornitore.
      Questo rende l’intermediazione di manodopera per quello che mi dice molto più difficile.

      Da quello che mi scrive mi può venire qualche dubbio invece sul rischio di impresa del fornitore.

      Il mio dubbio è sul “bene che loro utilizzano di sua proprietà” , in cosa consiste.

      Andrebbe approfondito il suo contratto di appalto, come è mappato per darle una risposta più puntuale alla sua domanda.

      Perchè lì viene previsto nel dettaglio (ma realmente nel dettaglio se il contratto è ben fatto) tutti gli aspetti di lavoro del fornitore e i “paletti” /risultati che deve generare con lo strumento dell’appalto.
      E il rischio di impresa che si sta assumendo la cooperativa.

      Diciamo in maniera molto rozza e senza conoscere nulla praticamente della sua situazione, che se a lei interessa che Mario Rossi inizia alle 6 e finisce alle 14, anzichè un risultato mappato nel contratto di appalto rivisto periodicamente con il fornitore, possiamo avere qualche problema.

      Ma, ripeto, parlo senza avere elementi.

      Se vuole avere supporto sul contratto di appalto e sulla sicurezza rispetto ai rischi dell’ intermediazione di manodopera, le segnalo http://www.appaltosicuro.com.
      O può mandarmi una mail a luca.giarola@logisticazero.com

      A presto

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