Qual è il vero indice di rischiosità del tuo appalto?

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Qual è il vero indice di rischiosità del tuo appalto?

Qualche giorno fa ho ascoltato alla radio una trasmissione economica che parlava della crisi che ha investito alcune banche e del rischio che stanno correndo i loro azionisti e addirittura correntisti. Non entro nello specifico perché non è nelle mie competenze, ma alcune considerazioni te le riporto perché erano veramente interessanti e possono esserci utili anche in un ambito diverso.

Gli esperti sottolineavano come fosse necessario aumentare l’educazione finanziaria di chi decide di investire in questi strumenti, perché molto spesso non c’è la necessaria competenza per fare delle scelte oculate e si corrono rischi senza averne la piena consapevolezza. Come in altri casi prima di questi, in molti hanno acquistato azioni con tassi di rendimento promessi molto alti, per poi svegliarsi una mattina e trovarsi il proprio conto azionario azzerato o quasi.

Una vota che i soldi sono andati, è dura che tornino indietro

In poche parole pensi di aver fatto un’affarone, e invece ti ritrovi a non dormire di notte.
Mentre investimenti magari meno spettacolari ma più oculati, avrebbero reso nel medio/lungo termine infinitamente di più.

Nel breve termine però gli specchietti delle allodole promettendo di ottenere tanto con poco, fanno cadere nella trappola anche persone estremamente intelligenti.

Un esempio perfetto di questo è stato Bernie Madoff e la sua truffa ai danni di alcuni dei migliori fondi e investitori a livello mondiale, tra cui diverse celebrità (che avevano sicuramente degli advisor finanziari molto in gamba a gestire il loro patrimonio). I meccanismi che hanno portato queste persone a credere nelle “favole” di Madoff sono estremamente interessanti e ti invito ad approfondirli.

Quale era il reale indice di rischiosità di queste operazioni?

Per la cronaca, alcuni di questi titoli molto tossici sono ancora proposti dalle banche che rischiano di saltare, con promesse di rendimento molto alte. E qualcuno anche del settore ci sta ancora speculando (o spera di farlo).

Analizzando tutto questo, pensavo che anche nel settore della logistica ho visto succedere episodi simili a questi, ma quando le aziende si accorgono che qualcuno gli ha venduto “qualche titolo tossico”, a volte è troppo tardi.

Il mio settore di competenza è quello della gestione del servizio logistico all’interno dell’azienda, e ogni giorno mi devo confrontare con appalti e con chi li gestisce. Alcune aziende mi chiedono di verificare la correttezza del contratto di appalto che hanno con in loro fornitore e mi chiedono un parere. In altri casi mi torvo invece a dover supportare i fornitori che utilizzano il sistema LogisticaZERO a subentrare a gestioni di appalto precedenti.

E mio malgrado di cose assurde ne ho viste parecchie…

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Succede con le azioni, succede con la logistica

Spesso il rapporto azienda-cooperativa che si occupa dell’appalto è simile a quello dell’azionista che non è pienamente consapevole dell’indice di rischiosità di un titolo e viene attirato da false promesse di tariffe molto basse e risultati positivi.

E la cosa peggiore succede quando l’azienda pensa di conoscere molto bene queste cose e di “fare la furba” tirando sul prezzo del fornitore, perché “tanto sono lavori a basso valore aggiunto quelli di chi gestisce il magazzino” e “non cambia nulla cambiare del personale con dell’altro”.

Ho sentito un’azienda molto importante parlare in modo molto simile a questo dalla bocca di alcuni manager dell’area logistica, convinti di conoscere a menadito gli aspetti legati alla gestione del servizio logistico. Nonostante i titol altisonanti, era evidente che stavano sparando una quantità tale di inesattezze e grossolanerie da fare spavento.

Nonostante la spavalderia che questi signori dimostravano,il risultato è stato disastroso a tal punto da meritare le prime pagine di giornali locali e nazionali e questo perché sta letteralmente rischiando di far saltare l’azienda.

Pensava di fare “l’affarone”, di essere “furba” a tirare sulle tariffe dei fornitori (sicuramente sprovveduti per cadere in questi tranelli), ma si è ritrovata nelle condizioni in cui si sono trovati Steven Spielberg (che ha perso gran parte del capitale della sua fondazione Wunderkinder Foundation), Kevin Bacon, John Malkovich, Unicredit, Banco Popolare e molti altri quando hanno scoperto che “l’affarone” con Madoff e i rendimenti stellari promessi erano solo chiacchiere e fandonie.

Non puoi pagare poco e ottenere un buon servizio

La morale di questa favola è che non puoi pagare poco e avere un livello decente di servizio.
È una legge fisica, a cui nessuno può ribellarsi. Nemmeno i “big”.

Per capirci: un servizio di qualità non può costare poco a meno che i tuoi clienti finali non abbiano l’anello al naso e che la tua azienda operi in un mercato dove non ci sono concorrenti o quelli che si sono hanno le fette di salame sugli occhi.

Qualunque fornitore per operare nel modo corretto deve proporre al cliente una tariffa consona al livello di servizio richiesto, NON CI SONO SCORCIATOIE.
Nessuno lavora per perdere soldi!

Quando un’azienda decide di appaltare un’area così strategica, come quella del servizio logistico ENDO-AZIENDALE (cioè a casa propria) non può permettersi di prendere degli improvvisati o strozzarli sul prezzo.

Guarda questa carrellata di esempi reali, si tratta di gravi problemi successi per appalti che hanno risentito di logiche errate (attenzione, non sto dando un giudizio sull’azienda o sul fornitore scelto, ma mi limito solo a valutare il risultato di un appalto con premesse sbagliate).

logistica sciopero IKEA

logistica coca cola

composad logistica

Quali sono le corrette tariffe per proporre questi servizi e perché un preventivo orario è la miglior ricetta verso il disastro e il fallimento dell’appalto?

• Occorre conoscere quali sono i costi REALI del fornitore (così puoi capire se ti sta vendendo titoli tossici, promettendoti tariffe molto basse a parole).

• Occorre conoscere i costi complementari a questi che devono essere sostenuti dal fornitore perché funzioni l’appalto (esempio, quanto deve essere investito sulla sicurezza)

• I costi legati alle performance e tutti quegli aspetti che fanno sì che oltre al livello minimo di servizio, si possa operare in modo soddisfacente per raggiungere gli obiettivi dell’azienda dormendo sereni la notte

E occorre conoscere tutto quello che serve perché il rapporto funzioni al meglio. Anche se pensi di conoscere davvero questi aspetti, molto rimane nascosto, e spesso sono proprio questi aspetti poco conosciuti che non fanno rendere al meglio l’appalto.
Nei casi più gravi errori di questo genere portano al fallimento, ma anche senza arrivare a cosi estremi pagare il 100% per un servizio che rende il 30 o il 40% non è certo una condizione favorevole per l’azienda.
Sono dell’idea che buttare via anche metà di quello che spendiamo, senza un ROI (ritorno sull’investimento) adeguato, oggi sia pura follia.

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Lavoro nella logistica dal 1996. Creatore di LogisticaZERO. Aiuto le aziende a migliorare la logistica, partendo dall'ottimizzazione dei processi fino ad accompagnarle nell'appalto.
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