3 CONSIGLI SULLE COOPERATIVE PER RECUPERARE COSTI IN LOGISTICA

3 CONSIGLI SULLE COOPERATIVE PER RECUPERARE COSTI IN LOGISTICA

Appaltare a una cooperativa di facchinaggio ha ancora senso nel 2019? Non sono troppi i rischi di affidarsi a una cooperativa?

Molte aziende vedono l’appalto alla cooperativa come fonte di problemi, rischi e tensioni interne con i dipendenti. 

Si vedono già davanti l’immagine dei picchetti sindacali, le bandiere che sventolano e i camion fermi nel piazzale.

Altre aziende di contro, appaltano con lo scopo di  avere “dei dipendenti che costano meno” e possibilità di applicare tariffe ai limiti dello schiavismo. Si vedono già “masse in catene” che a capo chino lavorano per 2 lire senza sosta, tanto nel 2019 e nel mondo post Amazon “o ti mangi questa minestra, o ti butti dalla finestra”. 

La gente che lavora in cooperativa, spesso ne parla gran male. I giornali e i media raccontano delle “meraviglie” di questo settore quasi ogni giorno. 

Un dipendente d’azienda difficilmente vorrebbe mai fare cambio con la stessa mansione ma “sotto cooperativa”.

E di sicuro nessuno sogna che il proprio figlio vada a lavorare in qualche cooperativa di facchinaggio.

PERCHE’ LA COOPERATIVA DI FACCHINAGGIO HA DI SOLITO UNA BRUTTA REPUTAZIONE?

La cosa più strana è che cooperativa  dovrebbe essere sinonimo di efficienza e flessibilità.

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PENSI DI SPENDERE TROPPO PER IL PERSONALE?

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Per il lavoratore la cooperativa di produzione lavoro dovrebbe significare opportunità di lavoro a condizioni comparativamente migliori di quelle che troverebbe singolarmente come dipendente.

Non a caso la cooperativa di produzione e lavoro è una forma societaria creata con lo scopo di  trovare per i propri soci (lavoratori) opportunità di professionali comparativamente migliori di quelle che il singolo lavoratore potrebbe trovarsi da solo.

Perchè allora uno strumento fantastico come questo, nato con l’intenzione di creare posti di lavoro a condizioni migliorative, e  flessibilità e risparmi di costo alle aziende, diventa molto spesso sinonimo di “casini”, irregolarità e pirateria spinta?

O da cui “stare alla larga”?

La colpa, oltre che delle derive delinquenziali (comuni a  tutti i settori e in tutto il mondo), è di fondo causato da una non conoscenza di questi strumenti che nel 2019 anche da parte di “addetti ai lavori”. Una nebbia composta da ignoranza, conflitti di interesse e complessità della materia che causa danni enormi, sia nel caso di appalto costruito male, sia che si scelga di evitare l’appalto nella logistica per “paura”, precludendosi così a flessibilità e ottimizzazione dei costi.

Ti racconto un episodio capitatomi pochi giorni fa che spiega questo meglio della teoria.

Mi chiama una persona che non sentivo da tempo. Lavora da diversi annicome magazziniere dipendente in un’azienda .

“Luca, scusami ma chiedo a te perchè queste cose sono il tuo mestiere.

“Vogliono che passiamo sotto cooperativa, ma abbiamo paura di perdere il lavoro. E ho paura anche che questi non ci paghino i contributi o il tfr…”

E’ terrorizzato perchè ha saputo che la sua azienda  ha deciso di terziarizzare le gestione del servizio logistico e nel processo di appalto questo dipendente (se vorrà rimanere) dovrà  essere assunti da una cooperativa di logistica. 

Ti risparmio poi altri dettagli e le sue opinioni su chi li avrebbe dovuti rappresentare (anche su questo potremo scrivere un libro e forse lo farò).

Mi parla di questa cooperativa, del contratto che applicano e di come si sono posti con i lavoratori. Ma soprattutto della poca chiarezza di tutto questo processo.

L’azienda stessa, esercitando un suo sacrosanto diritto di aumentare la competitività sul mercato scegliendo di appaltare la gestione del servizio logistico, ha gestito il processo di appalto lasciano molti dubbi nei lavoratori.

E la cooperativa in tutto questo è vista semplicemente come un mero “fornitore degli stessi dipendenti di prima a minor costo, con la possibilità di lasciarli a casa”.

Poi sono stati sbagliati tecnicamente anche alcuni passaggi del processo, generando zone molto grigie nell’appalto (creando il rischio di interposizione illecita di manodopera)

“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”

Per citare il grande Gino Bartali.

Questa persona ha alzato il telefono e ha chiesto a me un parere.

Ma un lavoratore o un imprenditore fanno molta fatica ad avere informazioni corrette e concrete in materia di appalto.

Per me, che è il mio mestiere, sento e vedo in giro veramente di tutto!

Anche dei tecnici a volte prendono grandi cantonate in materia di appalti e cooperative:

a volte facendo terziarizzare (appaltare) quando sarebbe meglio stare fermi o farlo in modo diverso, altre volte bloccando il processo perché “troppo rischioso” (senza però alcuna cognizione di quello che viene detto).

Troppo spesso le cooperative stesse danno prova di grande improvvisazione o vera e propria malafede, rendendo il passaggio dei lavoratori al loro interno una “sciagura”, che la gente se può si evita volentieri. Assurdo, perché dovrei essere felice di avere un miglioramento costante della mia condizione lavorativa in tempi difficili come quelli attuali!

Altro esempio per farti capire meglio. 

Qualche settimana fa un imprenditore mi contatta in maniera quasi “carbonara” per chiedermi come appaltare la gestione del servizio logistico nella sua azienda, ma “mi raccomando, nelle prime fasi incontriamoci fuori dall’azienda che non voglio che la gente sappia che voglio terziarizzare. Sa, sono persone che lavorano con me da anni e non voglio lasciarli in mezzo ad una strada”.

Su questi argomenti, FONDAMENTALI PER L’EFFICIENZA DI UN’AZIENDA in un mercato volatile e competitivo come il nostro, c’è proprio un gran casino e molta ignoranza.

3 CONSIGLI “D’AMICO” CHE AUMENTANO L’EFFICIENZA, ABBATTONO I COSTI E METTONO AL SICURO L’AZIENDA. E RENDONO FELICI I DIPENDENTI

(tratte dal libro di prossima uscita “2019 Odissea nella logistica: appalti, cooperative, magazzinieri)

2019 odissea nella logistica. Appalti, cooperativa, magazzinieri

 

1) Evita cooperative che hanno un forte turnover e una scarsa attenzione alla crescita professionale dei propri operatori.

Chiedi la % di turnover e di fidelizzazione.

So che hai sempre sentito del fortissimo turnover delle cooperative di facchinaggio.

E’ più probabile che vada in pensione un lavoratore di cooperativa  che un dipendente di azienda.

Sembra assurdo, ma seguimi perché non lo è .

Per un semplice motivo statistico: una cooperativa “seria” gestisce diversi appalti con diverse aziende. Se per motivi svariati un appalto cessa, non cessa il rapporto di lavoro e il lavoratore viene ricollocato in un’altro appalto.

Mentre se l’azienda presso cui lavora il dipendente cessa, lui rimane a casa.

La cooperativa inoltre deve per definizione avere un turnover molto basso, perché per stare sul mercato deve, come tutte le aziende, dare ai propri clienti un prodotto di valore:

LA QUALITA’ DEL LAVORO DEI LAVORATORI CHE MANDA NEGLI APPALTI CHE GESTISCE. 

E l’esperienza di lavoro per chi lavora in una cooperativa deve essere necessariamente buona per attirare le migliori risorse e fidelizzarle.

E per attirare dipendenti delle aziende che terziarizzano per essere appetibili.

I lavoratori contenti fanno di tutto per rimanere dove stanno bene e sono valorizzati. E ci terranno al proprio lavoro.

Una cooperativa che paga in modo corretto e che ha clienti soddisfatti e fidelizzati tratterrà molto a lungo i propri operatori (migliori). E loro ripagheranno con una produttività e una capacità molto più alta della media.

Questo a sua volta fidelizza sempre di più i clienti.

E’ un circolo virtuoso ed è l’esatto contrario del “caravanserraglio” che vedi di solito nelle società di outsourcing logistico.

Se ci pensi tanto turnover equivale a lavori scadenti, sottopagati, malcontento e soprattutto per te un livello di lavoro quasi mai soddisfacente.

Se poi la cooperativa è “collegata” con quello che fa, avrà al suo interno dei dati “freschi” sulla % di fidelizzazione e soddisfazione medi dei propri lavoratori. 

Per esempio,  le cooperative che utilizzano il sistema LogisticaZERO hanno questo modulo di valutazione ENPS 

come misurare soddisfazione del personale

esempio di enps per la soddisfazione del personale

2) Appaltare NON è un processo lungo e difficile. 

Se si sa quello che si fa, ci si arriva entro 60 giorni (in relazione ovviamente alla complessità dell’oggetto d’appalto), con la soddisfazione dei lavoratori

“Appaltare è un processo lungo, difficile che non capisco. Ci vogliono anni per arrivarci ed è un percorso pieno di “rogne”

Quante volte ho sentito questa sciocchezza, che circola sempre per poca conoscenza della materia a volte anche da professionisti.

La complessità di appaltare la gestione del servizio logistico nella propria azienda ad una cooperativa di produzione lavoro (o società commerciale simile), è in funzione dell’entità dell’appalto.

Se devo appaltare la gestione del servizio logistico in un’azienda che lavora su Italia e su Estero, dove sono allocati 200 magazzinieri, sarà più complesso del processo di creazione di un appalto che riguarda 2 magazzinieri semplici che si occupano di movimentazione solo manuali, in una piccola realtà.

Detto questo, di sicuro non parliamo di anni! 

Per darti un’idea dei tempi di un processo di appalto, ANCHE COMPLESSO (come il caso che abbiamo visto sopra dei 200 operatori specializzati) se ben studiato tra azienda committente e cooperativa di produzione lavoro che sa quello che fa, può necessitare al massimo di 2/3 mesi di lavoro congiunto!

Capisci quante sciocchezze girano in questo settore e quanto vengono complicate, con ricadute economiche devastanti per un’azienda specie se la classica Pmi italiana, decisioni che possono dare benefici dopo solo pochissimi mesi?

3) E’ La cooperativa CHE MATERIALMENTE GESTIRA’ L’APPALTO che deve essere all’altezza. Non la struttura che acquisisce commercialmente l’appalto.

Su questo “inganno” cascano in molte aziende che si affidano a grandi strutture come consorzi, ecc. per “garantirsi” un appalto che funziona.

Grande struttura= sicurezza dell’appalto rispetto a società più piccole.

Non fraintendere, ci sono consorzi virtuosi. Ma grande non è garanzia di nulla in questo settore.

Chi viene da te a eseguire materialmente l’appalto? Il consorzio/grossa struttura o una cooperativa/più cooperative più piccole consorziate/ in subappalto?

Perchè della grossa struttura, che fa la parte commerciale, ti interessa poco. Ti interessa che ti possa far stare tranquillo chi materialemente esegue il lavoro da te.

In realtà, non cambia nulla se scegli una struttura grande o un consorzio per quanto riguarda la responsabilità solidale, cioè quando devi intervenire tu se la società a cui hai appaltato la gestione del servizio logistico salta o non paga stipendi o contributi del personale.

Sicuramente tutta la documentazione che serve per accertarti che il fornitore sia serio la conoscerai già

Quello che devi chiederti è : questa grossa struttura o consorzio quali:

  • procedure e sistemi di selezione del personale ha per selezionare il personale che materialmente eroga il servizio logistico?
  • quali strumenti di formazione e percorsi formativi mette a disposizione del proprio personale?
  • quale tempo di tutoraggio (dimostrabile) viene dedicato per affiancare i nuovi assunti?
  • qualì è il tempo medio di inserimento del nuovo personale presso un nuovo cliente?
  • quale ccnl applica? Ti ha mai chiesto quello che applichi nella tua azienda?
  • quali sistemi e procedure (scritte/video ecc.) ha e crea questa struttura per rendere replicabile la funzione del magazziniere?
  • qual è il percorso di crescita interno e piano di incentivazione a breve/merdio/lungo termine che questa struttura ha per far crescere il proprio personale e motivarlo/fidelizzarlo?
  • questa struttura è in grado di analizzare e fotografre la situazione di partenza, prima di partire a svolgere l’appalto, della tua azienda? E questa analisi è pratica e facilmente implementabile da “mario il magazziniere” fin da subito? (teorie ingegneristiche per personale che lavora in magazzino sono solo teoria)
  • questa struttura conosce il tuo mercato, le esigenze dei tuoi clienti finali e il motivo per cui fanno affari con te? Ed è in grado di trasmetterla al proprio personale?
  • ci sono strumenti di tracciatura delle comunicazioni (al di là delle mail) che questa struttura ti mette a disposizione per analizzare punti critici e contestazioni?
  • come gestisce e quali sono i momenti e gli eventi che questa struttura mette in campo per gestire la sicurezza sul luogo di lavoro e coinvolgere il proprio personale?
  • se faccio domanda di lavoro in questa struttura, cosa mi succede.

E così via. Ce ne sono molti altri

Purtroppo molto spesso il consorzio e queste strutture il consorzio svolge un’attività puramente commerciale. E molto spesso le percentuali di intermediazione che il consorzio chiede alle consorziate sono troppo elevate, e questo fa si che la tariffa che rimane alla cooperativa esecutrice dell’appalto sia inadeguata.

Quando si ricevono proposte dal consorzio devi sapere quali sarà la cooperativa o le cooperative che potranno alternarsi presso l’appalto e insistere per avere un feedback rispetto alle capacità e professionalità di queste cooperative, non del consorzio.

In secondo luogo è necessario esaminare compiutamente la tariffa in cui si scompone e capire quale percentuale di intermediazione va al consorzio per avere contezza del fatto che ciò che rimane alla cooperativa esecutrice dell’appalto sia una tariffa congrua per espletare correttamente l’appalto e tutti gli adempimenti di legge e di gestione relativi.

Questi sono alcuni consigli semplici che voglio darti per mettere un pò di chiarezza su questi strumenti che danno opportunità enormi alle aziende e ai lavoratori, ma che se vengono male interpretati causano danni.

TEST DI ANALISI COSTI LOGISTICA

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Lavoro nella logistica dal 1996. Autore del libro "Odissea nella Logistica. Guida pratica per l'imprenditore" . Sapevi che è possibile ridurre i costi logistici in media dal 10 al 18%, entro 3 mesi con alcune azioni precise? E migliorare il servizio per i tuoi clienti. Chiedimi come
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