Come trovare un lavoro sicuro e tutelato nella logistica [Guida Pratica]

trovare lavoro sicuro logistica

Come trovare un lavoro sicuro e tutelato nella logistica [Guida Pratica]

* questo articolo è dedicato a chi cerca lavoro (o vuole guardarsi intorno) e alla fine ti segnalo pagina per candidarti.

Abitualmente qui sul blog mi rivolgo a imprenditori e responsabili della logistica.
Mi sono accorto però che viene seguito anche da persone che lavorano direttamente sul campo – magazzinieri o altri operatori di magazzino.
Mi spiace di aver scritto poco per questa categoria FONDAMENTALE e chiedo scusa per questa mia mancanza.

Se appartieni a questo gruppo, spero ti faccia sapere sapere che da oggi dedicherò una parte importante dei contenuti proprio a chi sta lavorando come magazziniere o sta cercando lavoro (e magari vorrebbe candidarsi in LogisticaZERO).

Perché penso sia importante?
Semplice, so per esperienza diretta che quando chi lavora non è motivato, formato e ricompensato nel modo giusto, l’azienda fa un bel flop.

Le aziende sono insiemi di persone

Puoi avere i migliori strumenti del mondo e i migliori consulenti e venditori, ma se in magazzino non hai le persone giuste presto farai un bel buco nell’acqua!
Le aziende sono insiemi di persone, per questo tutti i ruoli sono importanti.
Nella logistica il magazziniere (e ogni supporto per farlo lavorare) è FONDAMENTALE.
Fatta questa premessa, parto con il tema di oggi.

Per chi cerca lavoro in magazzino e per chi ci sta già lavorando…
Mi rivolgo sia a chi cerca un lavoro (anche non direttamente legato alla logistica di magazzino), ma anche a chi sta già lavorando.
Credimi, ti sto per rivelare una cosa che NESSUNO dice e che invece dovrebbe essere a conoscenza di tutti per legge.
Chi cerca lavoro o lo vuole cambiare è molto attento a quelle che io chiamo “tutele” (passami il termine, ma ci siamo capiti).
Cosa si intende di solito per tutela?

jobs act

Tutte quelle pratiche di buona condotta che “dovrebbero” essere garantite.

Succede quando l’azienda (o la cooperativa):

• paga correttamente i contributi
• adotta un contratto indeterminato
• offre la 13a /14a,
• fa maturare TFR
• garantisce ferie
• paga la malattia
• ecc.

Forse anche per questo negli anni ho sentito più volte ripetere che “è meglio essere dipendenti di un’azienda che di una cooperativa”.
Anche qua i motivi sono bene o male riassumibili con la ricerca di maggior “tutela” e sicurezza.

Ecco un po’ di cose che ho sentito tante volte (cambia la forma, non la sostanza):

• l’azienda mi tutela di più
• le cooperative pagano poco
• le cooperative non pagano i contributi
“oddio, cooperativa no, ne ho sentite di brutte cose!”
• se lavoro in cooperativa non prenderò la pensione / licenziamento,ecc.

Ti dico subito, per essere chiaro che sono tutte cose condivisibili e sacrosante, ci mancherebbe.
Io tra l’altro ho lavorato sia per aziende che per cooperative, partendo dal magazzino fino a ruoli di
responsabilità in entrambe, per cui non ho nessun pregiudizio: sono neutrale nelle mie considerazioni.
Tutti dubbi leciti, e come diceva Andreotti “a pensar male si fa peccato, ma di solito si indovina”.

3 requisiti fondamentali per un lavoro sicuro

C’è un bel problema in tutto questo, e ti chiedo scusa se sono diretto.
Tutte queste giuste “tutele” GIUSTE E SACROSANTE, però non bastano nel mondo di oggi.
Anzi se prima di tutto non ci sono 3 requisiti fondamentali nell’azienda/cooperativa dove lavori non avrai alcun tipo di tutela.

Se credi che bastino per darti un posto di lavoro “sicuro”, mi spiace doverti dare una brutta notizia: non sei tutelato in nulla. Puoi avere tutte le “tutele” del mondo, ma se per l’azienda tira brutta aria, perderai il tuo lavoro. Senza se e senza ma.
Forse avrai qualche ammortizzatore sociale da sfruttare per un po’ (cassa integrazione, disoccupazione, ecc.) ma in ogni caso il posto di lavoro sarà perso.
Pagare l’affitto aspettando gli aiuti dello Stato non è mai una buona idea per le nostre famiglie (inoltre ci fa sentire poco realizzati).

Queste cose qualcuno avrebbe già dovuto dirtele.

Ti sembro troppo brusco? Non mi credi?
Prima di dirti cosa devi conoscere per capire se sei DAVVERO tutelato, fai una ricerca tu su Google e scopri tu stesso cosa succede quando un’azienda è in difficoltà o chiude.

Lavoratori a casa (nonostante le proteste, picchetti davanti a Montecitorio, scioperi ecc.), famiglie che piangono e per quanto grande fosse l’azienda per la gente comune inizia un vero e proprio
dramma sociale.
Chi la gestiva di solito se la cava, chi lavorava come dipendente no.
Gente che magari ha lavorato 40 anni nella stessa azienda, dalla sera alla mattina si ritrova in mezzo ad una strada. E spesso non riesce più a trovare da nessun’altra parte, dato che per 40
anni aveva fatto sempre lo stesso lavoro per la stessa azienda.
Know how, formazione, competenze di solito non vengono sviluppate dall’azienda se non nella misura in cui servono per lo svolgimento della specifica mansione per cui il lavoro è stato assunto.
Ma per un’altra azienda in un altro settore, queste cose servono a poco. Nessuno spende per te, ma per te in funzione del suo interesse.
Di storie così, purtroppo ne conosco tante.

Erano tutelate queste persone? E le loro famiglie?
In apparenza sì, in pratica no. Mancavano le tutele, QUELLE VERE PERO’.
Vuoi sapere quali sono le 3 cose che DEVI conoscere per sapere se sei tutelato o meno?

1. quali sono i sistemi che ha l’azienda per acquisire clienti e collaboratori?
2. quali sono i sistemi di inserimento, formazione, crescita per i lavoratori nei ruoli più operativi?
3. l’azienda è abituata a misurare e se sì qual è l’enps interno e l’nps esterno?

FINE.

Tutto il resto, credimi, è conversazione. Se non ci sono queste tre cose CHIARE fin dall’inizio ti posso anche pagare 4000€ al mese, ma sono soldi che avranno vita breve.
Non voglio farti confusione, dammi 2 minuti e vediamo tutto insieme.

guida opportunità lavoro

So che la televisione, gli “esperti” le aziende, le istituzioni, le organizzazioni sindacali, gli amici, i famigliari, ecc. non te lo dicono.
Queste 3 leggi valgono per tutte le aziende. Anche per la mia.

1. Se l’azienda non ha sistemi (che non siano porta a porta, venditori mandati in giro a caso, ecc.) continuativi di acquisizione clienti, non fattura. Se non fattura non può pagarti a lungo lo
stipendio. Fine delle trasmissioni.
Per sistema intendo procedure, manuali, materiale commerciale “di peso”, testimonianze, referral, blog, sales letter, campagne online/offline ecc. Non serve entrare nel dettaglio adesso, ma queste cose un’azienda, cooperativa, qualunque entità commerciale che vuole campare almeno nei prossimi 5 anni le deve avere.
Avere 3 venditori a Partita IVA non vale come sistema di acquisizione clienti!

2. Se l’azienda non ha un percorso di selezione preciso per attirare “i migliori”, lavorerà in modo scadente con i propri clienti finali e rischierà di perderli. E questo porta insoluti, pagamenti in ritardo, mancato fatturato, e per finire chiusura. Per chi lavora significa fine dello stipendio, basso o alto che sia.

3. L’azienda sa quanti clienti AVRA’ l’anno prossimo? e quello successivo? E sa se il suo personale è soddisfatto, motivato e resterà anche l’anno prossimo (e non cercherà di meglio)?
In numeri e statistiche per periodi di tempo, non basta un “questionario di soddisfazione” modello “Vodafone”.
Se non sa queste cose, può essere anche in utile di milioni di euro quest’anno, ma appena il mercato “gira”, l’azienda rischia di andare zampe per aria.
(sono le stesse cose che chiede un investitore quando vuole comprare un’azienda, e tu se ci pensi quando lavori stai investendo la moneta più preziosa, IL TUO TEMPO, LA TUA MENTE, LE TUE CAPACITA’, LA TUA VITA lì dentro)

Gli strumenti per sapere queste cose esistono, e le aziende serie li usano. Si chiamano nps e enps (possono avere anche altri nomi, l’importante è che si misuri queste aree chiave anche per chi fa lavori operativi, non solo per venditori e manager).

Ora, non serve che entriamo nei dettagli su queste cose, che sono un po’ complesse.
La cosa importante è che l0azienda di fronte a una domanda simile sappia risponderti e non resti a fissarti come se tu fossi un “alieno” o peggio un “rompicoglioni”.

Te lo ripeto…  se l’azienda non sa acquisire clienti, non sa se quelli che ha attualmente rimarranno anche l’anno prossimo e non è capace di attirare gente che lavora in gamba, può darti tutte le “tutele” del mondo, pagarti 10.000€ al mese e dirti che sei il più bravo del mondo, ma sta camminando sulle “uova”, come si dice dalle mie parti.
Peccato che in giro non le trovi mai.
Se ci pensi sono tutte cose davvero molto ovvie.
Ma nessuno ha interesse a dirtele, perché capiresti in fretta quanto una persona che lavora in realtà non è quasi mai tutelata veramente, e ogni mese è sempre ad un passo dal finire in mezzo
ad una strada.

Henry Ford
Henry Ford, il geniale imprenditore che ha fondato la Ford e inventato la catena di montaggio, diceva (a proposito del sistema monetario, ma vale anche per noi):

“Meno male che la popolazione non capisce il
nostro sistema, perché se lo capisse, credo che
prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.

Purtroppo aveva ragione. Oggi più di allora.
P.S. queste cose valgono ovviamente sia per le aziende che per le cooperative. Nessuno sfugge a queste regole base.

Come lavorare con noi

Se pensi che hai solo bisogno di un lavoro ma “meglio non rompere le scatole, tanto chi lavora non conta mai nulla”, forse posso smentirti.
LogisticaZERO ragiona in modo diverso, se non mi credi guarda con i tuoi occhi come lavoriamo.
Se vuoi fare domanda di lavoro all’interno di LogisticaZERO [vai subito a questa pagina].

The following two tabs change content below.
Creatore di LogisticaZERO, il tuo magazzino senza dipendenti. Il mio scopo è aiutare le aziende a migliorare la produttività e i costi della logistica interna, grazie ad una gestione del servizio logistico ottimizzato. Lavoro nella logistica dal 1996.
Non sono presenti commenti

Lascia il tuo commento